1994. Sul set di «Piccoli orrori» enrico ghezzi esclama: Farò un film!, Marco Melani chiosa nella stessa inquadratura: Si può fare, ma si può anche non fare.

2019. Più di 500 cassette girate da egh negli ultimi trent’anni vengono acquisite, digitalizzate, riviste. Si costituisce un archivio. Ci lavora un manipolo di pittori, filosofi, sensitivi, scienziate del suono e della natura, giovani fiori, lepri dell’editing, incantatori di chiodi, qualche bandito in attesa di giudizio, non mancano né viziosi né informatici. Si incontrano e dicono: Si può fare.

Ma non basta. Occorre aprire una redazione per ultimarlo.
I produttori che si erano interessati alla cosa si mettono le mani ai capelli.
(enrico ride)

– Perché aprire una redazione per completare il montaggio di un film? chiedono.
Perché non ci è mai interessato fare senza vivere, senza amare.
Auguri, dicono.
Arrivederci.

Proponiamo un’economia folle, un’economia della follia.

Chiediamo a chi crede, chiediamo in giro, smuoviamo le acque.
Dopotutto è abbastanza singolare aprire, oggi, uno spazio d’attraversamento libero, che fa palinsesto per mettere in forma un film.

Bene.

Bene, si dice a più voci.

Si aggiunge: A mezzogiorno il cinema morirà.

Benissimo.

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eccedance

CHI SIETE? COSA VOLETE? SÌ, MA CHI SIETE?

Oscillando tra l’unità (fratta e franta) e l’innumerevole abbiamo colto l’occasione per incrociare i destini e farci Corpus Faber all’assalto dell’Archivio Ghezzi (pretesto eccelso). Un assembramento addivenuto Redazione, banda, orchestra, che è andata raccogliendo complici in modo irregolare con un peregrinare obliquo tra geografie insulari: Paternò, Roma, Napoli, Domodossola, Perugia, Torino, Stresa per ora. Convogliando su obiettivi puntuali senza orologi da polso. Tutto mosso dalle pulsazioni intermittenti di malastradafilm e dalla sua magnifica ossessione per l’archivio. Una ricerca lunga almeno 5000 anni, che si fa più o meno intensa a seconda dell’attrazione lunare. Ecco, il naufragar ha sospinto un container carico di betacam, Hi8, DVCAM, VHS, U-matic… Carne, sangue e sinapsi vibranti, da consumarsi preferibilmente entro gli ultimi giorni dell’umanità.  Zomia tesse trame, colma le distanze. A partire da quella con l’uomo con la macchina da presa che dice: (Non) è un film. Una cosa con tutti i mezzi possibili, senza avere praticamente mezziH12 alimenta il battello e l’Asilo si fa sovente capanno.

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